Irrompono in casa della titolare dell’agenzia viaggi: «Volevano indietro i soldi delle vacanze»
NAPOLI – Volevano riavere i soldi versati per una vacanza e, secondo quanto denunciato dalla titolare dell’agenzia, avrebbero deciso di presentarsi direttamente a casa sua. È quanto sarebbe accaduto alla titolare di “Viaggiare con Averno”, Monica, che si sarebbe ritrovata davanti alla propria abitazione alcune persone intenzionate a ottenere la restituzione delle somme pagate per un viaggio.
A rendere ancora più inquietante l’episodio è il fatto che la scena sarebbe stata ripresa dalla figlia adolescente della donna, spaventata da quanto stava accadendo. Le immagini, secondo quanto riferito, potrebbero ora rappresentare un elemento utile per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti.
A raccontare l’accaduto è stato l’avvocato Ferdinando Savino, legale della titolare dell’agenzia, che ha evidenziato la gravità di quanto denunciato e le conseguenze che una simile situazione avrebbe avuto sulla donna e sulla sua famiglia.
La protesta per i soldi delle vacanze
Al centro della vicenda ci sarebbe una richiesta di restituzione del denaro relativo a una vacanza prenotata attraverso l’agenzia. Una contestazione che, secondo la ricostruzione fornita dal legale, sarebbe però sfociata in un episodio avvenuto direttamente nell’abitazione privata della titolare.
Un passaggio particolarmente delicato, perché la controversia commerciale sarebbe così uscita dai normali canali attraverso i quali possono essere affrontate eventuali contestazioni tra clienti e agenzie di viaggio.
La presenza della figlia adolescente, che avrebbe assistito alla scena e l’avrebbe documentata, ha contribuito ad accrescere la preoccupazione della famiglia.
Il precedente di Portici
Secondo l’avvocato Savino, l’episodio potrebbe inserirsi in un clima di tensione alimentato anche dalle proteste nate attorno a un’altra vicenda che ha coinvolto un’agenzia di viaggi: la “Joshua Travel” di Portici.
Il legale ha evidenziato il rischio che le polemiche e le contestazioni legate al caso possano aver contribuito ad alimentare una reazione a catena, con conseguenze anche nei confronti di operatori del settore estranei alla vicenda originaria.
Si tratta, al momento, di un’ipotesi che dovrà essere verificata e sulla quale saranno eventualmente gli investigatori a fare chiarezza.
«Non si può trasformare una controversia in intimidazione»
La vicenda riaccende così l’attenzione sulle difficoltà che possono nascere quando una controversia relativa a una prenotazione o a una somma di denaro sfocia in forme di pressione personale.
Eventuali contestazioni sui servizi acquistati o sulle somme versate dovrebbero essere affrontate attraverso gli strumenti previsti dalla legge e non, secondo la denuncia della famiglia, attraverso incursioni nelle abitazioni private.
Per la titolare di “Viaggiare con Averno” resta ora la necessità di chiarire quanto accaduto e di tutelare sé stessa e la propria famiglia. Le immagini registrate dalla figlia potrebbero fornire agli investigatori elementi importanti per ricostruire la sequenza dei fatti e accertare eventuali responsabilità.


