Gli effetti della protesta degli autotrasportatori: spesa e benzina, la grande crisi di Napoli
Le conseguenze della protesta degli autotrasportatori sono ormai visibili in tutta Napoli e in diverse aree della provincia: scaffali vuoti, prodotti freschi introvabili e distributori di carburante rimasti a secco. Una crisi dei rifornimenti che sta coinvolgendo supermercati, piccoli negozi e automobilisti, mentre cresce la preoccupazione per la durata del blocco.
La situazione più critica riguarda i reparti dei prodotti freschi: carne, uova, latte, formaggi, frutta e verdura. Le consegne rallentano o non arrivano, soprattutto nella grande distribuzione, che dipende dai depositi e dai trasporti su gomma. In alcuni punti vendita scarseggiano anche pasta, acqua e altri generi di largo consumo, mentre i prodotti a lunga conservazione risultano generalmente più disponibili.
E la difficoltà non riguarda soltanto la spesa. Nella giornata di ieri, a Napoli, diversi distributori hanno esaurito benzina e gasolio già in serata, con pompe chiuse e lunghe code davanti agli impianti ancora riforniti. I blocchi e i rallentamenti nella movimentazione delle merci stanno impedendo anche alle autocisterne di raggiungere regolarmente alcune stazioni di servizio.
A pagare le conseguenze sono soprattutto le famiglie, costrette a cercare altrove i prodotti necessari o a rinunciare a parte degli acquisti. La protesta nasce dal caro carburante, ma il rischio è che il costo dei disagi ricada sui cittadini e sulle attività commerciali.
Ora la preoccupazione è legata ai prossimi rifornimenti: se il blocco dovesse proseguire, le difficoltà potrebbero aumentare. Una vertenza che dal trasporto merci è arrivata direttamente nelle case dei campani, tra carrelli sempre più vuoti e il timore di restare senza carburante.


