Il traffico di droga organizzato nelle carceri dai boss in streaming, anche nell’alta sicurezza
Nove arresti per un sistema di traffico di droga e gestione degli affari criminali che, secondo l’accusa, continuava a funzionare anche dietro le sbarre. I boss avrebbero impartito ordini all’esterno, organizzato estorsioni e gestito la vendita di cocaina attraverso smartphone introdotti illegalmente in carcere.
L’inchiesta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli e condotta dai carabinieri di Bagnoli con il Nucleo investigativo centrale della Polizia penitenziaria, ha documentato le attività di esponenti di diversi clan della camorra durante la detenzione, negli istituti di Milano Opera e Siracusa.
Al centro delle indagini il clan Troncone di Fuorigrotta. Un suo presunto elemento di vertice, detenuto a Opera, avrebbe continuato a impartire direttive ai complici in libertà e a commettere estorsioni. Da Siracusa, invece, un affiliato avrebbe avviato un’attività di intermediazione nella vendita di cocaina, rifornendosi da detenuti legati ai clan Mazzarella, Ferrara-Cacciapuoti, Gionta e altri gruppi camorristici.
A far emergere il sistema anche la collaborazione con la giustizia di Emanuele De Pasquale, che, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe stato vittima di un violento pestaggio legato a debiti di droga.


