I giudici bocciano il ricorso alla Sonrisa restano i sigilli
Restano i sigilli alla Sonrisa. Il Tribunale del Riesame di Napoli ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da Maria Rosaria Polese contro il sequestro preventivo dei locali commerciali del Grand Hotel La Sonrisa, il cosiddetto Castello delle Cerimonie.
Il provvedimento era stato disposto dal Gip di Torre Annunziata lo scorso 21 luglio, su richiesta della Procura, dopo l’ipotesi di violazione dei sigilli da parte dei Polese.
Per il momento, dunque, i cancelli restano chiusi e nel complesso non potranno riprendere le attività di ristorazione e alberghiere.
La Sonrisa era già stata acquisita dal Comune di Sant’Antonio Abate dopo la confisca definitiva disposta al termine del procedimento per lottizzazione abusiva. La sentenza della Corte d’Appello di Napoli, del 2022, era diventata definitiva nell’ottobre del 2024. Lo scorso aprile la confisca era stata trascritta nei registri immobiliari, facendo entrare ufficialmente il complesso nel patrimonio comunale.
Il verdetto del Riesame non chiude però la partita giudiziaria. La difesa dei Polese potrà ricorrere in Cassazione dopo il deposito delle motivazioni. Resta inoltre pendente un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
Intanto resta aperto anche il fronte occupazionale. Sono circa cento i dipendenti rimasti senza lavoro. Il prefetto di Napoli ha dato disponibilità a mantenere un tavolo di confronto.
E nelle prossime settimane il Comune dovrà discutere il futuro della struttura: l’obiettivo è definire un piano per il suo riutilizzo, tra costi di gestione e interventi di regolarizzazione urbanistica.


