23 Ottobre 2026

Imbianchino ucciso, la conferma dei pm: «Colpito per errore»

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carabinieri marigliano

Svolta nelle indagini sull’omicidio di Rosario Coppola, l’imbianchino di 52 anni ucciso sotto casa ad Arzano: per la procura si è trattato di uno scambio di persona, maturato all’interno della faida per il controllo delle piazze di spaccio.

L’agguato, avvenuto lo scorso 4 febbraio, è stato ricostruito dai carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Cinque colpi esplosi in pochi secondi contro un uomo che non era il vero obiettivo. A incastrare vittima e killer, una serie di coincidenze: la somiglianza con il bersaglio designato, la vicinanza delle abitazioni e anche un’auto, una Smart bianca.

Il sicario, Armando Lupoli, è stato ucciso tre giorni dopo in un altro agguato. Ora però gli inquirenti hanno individuato mandanti e responsabili. Undici arresti su sedici indagati hanno colpito una cellula del clan Amato-Pagano attiva ad Arzano. Ritenuto mandante dell’omicidio è Salvatore Romano, 33 anni, mentre il vero obiettivo del raid sarebbe stato Davide Pescatore.

Secondo la ricostruzione, il delitto nasce da una vendetta interna al clan, dopo l’estromissione di Romano dalla gestione delle attività criminali. Decisive anche le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia e le immagini di videosorveglianza che hanno ripreso l’agguato.

Un omicidio, dunque, frutto di una guerra tra clan, in cui a perdere la vita è stato un innocente. Le indagini proseguono: il gruppo criminale resta ancora attivo sul territorio.

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