L’angoscia della madre «Finché respira è vivo»
Non ci sono più speranze per il suo bambino di due anni e quattro mesi. È la comunicazione che i medici hanno dato alla madre, Patrizia Mercolino, al termine di un lungo confronto nella struttura sanitaria dove il piccolo è ricoverato.
Una notizia che la donna ha ricevuto nel tardo pomeriggio, restando per oltre cinque ore in ospedale. Poi è andata via in silenzio, lontano dalle telecamere. «Finché mio figlio respira, mio figlio è vivo e io non lo lascio», ha detto con la voce spezzata.
Per lei il figlio è «un leoncino, un guerriero». Parole ripetute come un mantra in questi mesi difficili. Ora, davanti alla decisione dei medici, la famiglia valuta i prossimi passi. «Ne parlerò con il mio avvocato», spiega, senza escludere ulteriori consulenze.
Accanto a lei anche la Chiesa. Il cardinale Domenico Battaglia l’ha chiamata e tornerà a farle visita. «Vuole stare vicino a me e al mio piccolo», racconta.
Nel dolore, un appello: «Ho solo chiesto che mio figlio non venga dimenticato, affinché certe cose non accadano più». E poi il silenzio. «Questa giornata mi ha distrutta», conclude.


