Palloncini, fiaccole e preghiere in Duomo: Nola si ferma per il piccolo “guerriero”
Una città si è fermata per un bambino di appena due anni. A Nola, palloncini rossi, fiaccole e un lungo corteo hanno accompagnato la veglia per il piccolo Domenico, ricoverato a Napoli. Un momento di raccoglimento che ha unito l’intera comunità attorno alla sua famiglia.
In piazza Duomo, davanti alla Cattedrale, uno striscione con una scritta semplice e potente: “Per il nostro guerriero”. Poi il silenzio. In chiesa, gremita in ogni posto, Patrizia e Alfonso siedono in prima fila con la loro figlia più piccola. Mani giunte, occhi bassi, una candela accesa come segno di una speranza che non si vuole spegnere.
Distribuiti tra i presenti i fogli con la preghiera: un’invocazione perché i medici siano guidati nelle scelte e perché mamma e papà trovino forza nel dolore e nell’attesa. “Domenico non mollare”, ripetono in tanti, come un coro sommesso. C’è chi lo ha visto nascere, chi ricorda la sua ultima festa di compleanno, appena pochi mesi fa.
Non solo amici e parenti: in molti, pur non conoscendo direttamente il bambino, hanno voluto esserci per testimoniare vicinanza. La fiaccolata, sotto la pioggia battente, si è trasformata in Rosario guidato da don Mimmo De Risi. Poi il corteo ha raggiunto la statua di San Paolino, patrono della città.
Un canto, un applauso, una ninna nanna collettiva hanno chiuso la serata. Così Nola ha scelto di stringersi attorno a Domenico e alla sua famiglia, affidando alla preghiera e all’unità di una comunità intera una speranza che resta viva.


