15 Ottobre 2026

Referendum sulla giustizia, vince il No. L’affluenza sfiora il 59%. Comitato per il Sì “Paese spaccato”. Conte “Avviso di sfratto al Governo”

0
Referendum-696x485

ROMA (ITALPRESS) – In corso lo spoglio dei voti per il referendum sulla riforma della giustizia. È del 58,93% l’affluenza, secondo quanto riferito sul sito del Viminale, quando sono disponibili 61.436 sezioni su 61.533.

Il No al 54,54%, il Sì al 45,46%. Questa la situazione degli scrutini, quando sul sito Eligendo del Viminale sono disponibili i dati di 32.478 sezioni su 61.533.

PROIEZIONI, E’ VITTORIA DEL NO

Secondo le proiezioni di YouTrend per Sky TG24 al Referendum della Giustizia ha vinto il “NO”. Questo è quanto rileva l’istituto di ricerca diretto da Lorenzo Pregliasco stando ai dati parziali.

Il No al 53,6%, il Sì al 46,4%. È questa invece la proiezione del Consorzio Opinio Italia per la Rai, con copertura del 73%.

LE REAZIONI

“Si esce con un risultato abbastanza definito per il no. Ci rallegriamo comunque per la grande partecipazione al voto. C’è un Paese abbastanza spaccato, non sulla Costituzione. Sulla Costituzione tutti siamo solidali e a favore. La stessa Costituzione prevede dei meccanismi per essere riformata. C’è una spaccatura sul sentimento nei confronti della magistratura. Da domani c’è da rimettere insieme le macerie che questa campagna ha lasciato. L’ordine giudiziario è una colonna portante della nostra società”. Così in conferenza stampa Nicolò Zanon, presidente del Comitato “Sì Riforma”.

“Se questi primi dati saranno confermati occorre dare atto, come è doveroso in democrazia, che la maggioranza del Paese ha bocciato questa riforma costituzionale. Il nostro impegno come comitato per il sì è stato quello di informare i cittadini sul reale contenuto della riforma, per contrastare una formidabile campagna di mistificazione e di disinformazione che, evidentemente, ha dato i suoi frutti. Ciò ha determinato lo snaturamento del confronto referendario in uno scontro politico del tutto estraneo al contenuto della riforma. Resta un fatto molto grave, con il quale il Paese dovrà fare i conti nei prossimi anni: la magistratura si è fatta partito, e ha condotto duramente una battaglia politica con una parte del Paese contro un’altra. Ci vorranno anni, e l’impegno di tutti noi cittadini che coltiviamo e difendiamo l’idea dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, per rimediare a questo disastro. Esprimiamo la nostra più viva solidarietà e ammirazione per quei magistrati coraggiosi si sono espressi per il sì anche a nome dei tanti loro colleghi che lo hanno certamente fatto senza dirlo”. Lo affermano in una nota congiunta il presidente del Comitato Sì Separa, Gian Domenico Caiazza, e il presidente della Fondazione Einaudi, Giuseppe Benedetto.

“Ce l’abbiamo fatta! Viva la Costituzione!”. Così su X il presidente del M5S Giuseppe Conte, in merito al referendum sulla giustizia. “Quattro anni di governo, zero riforme. Il voto degli italiani è un segnale politico fortissimo, un avviso di sfratto al governo”, ha aggiunto Conte nel corso di una conferenza stampa sul referendum.

“Noi abbiamo la consapevolezza di aver fatto tutto ciò” che potevamo fare entrando “nel merito della riforma. Intorno a noi c’era il chiasso della propaganda che ha i deviato temi referendum, mentre noi siamo sempre stati sul punto spiegando le nostre ragioni nel merito. Il popolo ha parlato e significa che ha ragione, noi rifletteremo su ciò che non ha funzionato ma senza fare processi” a nessuno. Così il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, nel corso di un punto stampa nella sala Colletti. “Speriamo che le opposizioni inizino a collaborare e iniziano a ragionare di un problema costituzionale, non è una sconfitta di FI”, aggiunge.

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

example.com

slot777

slot dana

bola11.id

Panen77

Sultan188

Thrku