17 Marzo 2026

Diplomi facili tra Crispano e Caivano: 9 interdetti e 30 indagati nell’inchiesta della Procura di Napoli Nord

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Lezioni mai frequentate, voti inventati e diplomi conseguiti senza aver mai messo piede in aula. È questo il quadro delineato dall’indagine coordinata dalla Procura di Napoli Nord, che ha portato all’esecuzione di misure cautelari interdittive nei confronti di nove persone tra dirigenti, docenti e impiegati amministrativi di un istituto superiore parificato con sede a Crispano. In totale risultano 30 gli indagati.

L’inchiesta, condotta dai Carabinieri della Compagnia di Caivano, avrebbe fatto emergere l’esistenza di una presunta associazione per delinquere finalizzata alla produzione sistematica di documenti falsi. Secondo gli investigatori, l’istituto scolastico sarebbe stato trasformato in un canale illecito per il rilascio di titoli di studio, in assenza della regolare frequenza e senza il rispetto dei percorsi formativi previsti dalla legge.

Il meccanismo contestato

Stando alle ipotesi accusatorie, numerosi studenti avrebbero ottenuto il diploma pur non frequentando le lezioni. I registri sarebbero stati alterati e i voti attribuiti senza verifiche reali dell’apprendimento. Un sistema che, secondo la Procura, avrebbe compromesso il diritto allo studio e il valore legale dei titoli rilasciati.

Le indagini avrebbero inoltre evidenziato situazioni analoghe in un centro di formazione professionale con sede a Caivano. Gli inquirenti stanno verificando la possibile esistenza di collegamenti tra le due strutture.

La denuncia e il coinvolgimento dei minorenni

L’inchiesta sarebbe partita da una denuncia presentata dalla dirigente scolastica Eugenia Carfora, da tempo impegnata sul territorio contro la dispersione scolastica e le irregolarità nel sistema educativo.

Tra gli elementi più delicati emersi nel corso delle indagini vi sarebbe il coinvolgimento di minorenni ancora in obbligo scolastico, che non si recavano stabilmente a scuola, favoriti – secondo l’accusa – dal meccanismo fraudolento.

È tuttora oggetto di approfondimento l’ipotesi di un accordo tra alcuni genitori e la scuola parificata per il rilascio del titolo di studio in cambio di somme di denaro.

L’indagine è ancora in corso e per tutti gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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