4 Ottobre 2026

Fabbrica di botti esplosa a Ercolano, condanna definitiva per un imputato

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botti ercolano

È diventata definitiva la condanna a 14 anni e mezzo per Pasquale Punzo, ritenuto il titolare di fatto della fabbrica abusiva di fuochi d’artificio esplosa a Ercolano il 18 novembre 2024. Nell’incidente morirono tre giovani operai: Samuel Tafciu, 18 anni, e le gemelle Aurora e Sara Esposito, entrambe di 26 anni.

Punzo non ha presentato appello e, grazie allo sconto previsto dalla riforma Cartabia, la pena è scesa dai 17 anni e 6 mesi inflitti in primo grado a 14 anni e mezzo.

A Napoli è invece iniziato il processo d’appello per gli altri due imputati. Si tratta di Vincenzo D’Angelo, condannato in primo grado a 17 anni e 6 mesi per omicidio volontario con dolo eventuale, e Raffaele Boccia, condannato a 4 anni per la detenzione dell’esplosivo.

Secondo gli inquirenti, D’Angelo era socio di Punzo, mentre Boccia avrebbe fornito i materiali utilizzati dai tre giovani per assemblare i fuochi.

Le vittime lavoravano in nero e con compensi di poche centinaia di euro al mese.

Nel processo si sono costituiti parte civile il Comune di Ercolano, la Cgil Campania e i familiari dei tre giovani morti nell’esplosione.

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