Napoli, la protesta contro il caro vita: cortei nei quartieri e bollette bruciate
A Napoli arrivare alla fine del mese è diventato sempre più difficile per molte famiglie. In una città dove una quota significativa del reddito viene assorbita dalle spese quotidiane e dove circa il 40% dei cittadini vive in affitto, il peso del caro vita alimenta la preoccupazione per una situazione economica sempre più fragile.
È in questo contesto che prende forma una mobilitazione destinata a proseguire per l’intero mese. L’obiettivo dei promotori è portare la protesta nei diversi quartieri della città, incontrando residenti e lavoratori e accendendo i riflettori sull’aumento dei prezzi dei beni essenziali.
«Andremo in tutti i quartieri a incontrare le persone e andremo nei supermercati a dimostrare che non si può più acquistare nulla», spiega Eddy Sorge del Movimento 7 Novembre, annunciando una campagna itinerante che punta a coinvolgere l’intera città.
Intanto, la protesta è già scesa in strada. Durante il corteo partito da piazza del Gesù e diretto verso via Medina, alcuni manifestanti hanno spinto carrelli della spesa come simbolo delle difficoltà quotidiane legate all’aumento dei prezzi. Nel corso della manifestazione sono state anche bruciate alcune bollette.
«180 euro di gas, un furto, non la pagherò!», ha detto un manifestante mentre dava fuoco alla propria bolletta.
Al centro della mobilitazione ci sono il caro benzina, l’aumento del costo della vita, gli extraprofitti e il livello dei salari, ritenuto dai promotori non adeguato rispetto alla crescita delle spese quotidiane.
La protesta punta ora a estendersi nei quartieri napoletani per tutto il mese, con iniziative nei luoghi della vita quotidiana, dai mercati ai supermercati, per portare il tema del potere d’acquisto direttamente tra i cittadini.


