22 Ottobre 2026

Trapianto cuore bruciato a Napoli: genitori di Domenico chiedono accertamento su omicidio volontario

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procura della repubblica

I genitori di Domenico Caliendo chiedono alla Procura di Napoli di verificare anche l’ipotesi di omicidio volontario, con dolo eventuale, per la morte del figlio di due anni, deceduto al Monaldi dopo un trapianto di cuore fallito.

La richiesta è contenuta nell’integrazione della querela presentata dall’avvocato Francesco Petruzzi, alla luce delle conclusioni della perizia collegiale depositata nell’ambito dell’incidente probatorio.

Al centro dell’atto c’è la mancata conversione dall’Ecmo al Berlin Heart, dispositivo di assistenza ventricolare che, secondo quanto richiamato dalla difesa sulla base della perizia, avrebbe potuto rappresentare un’alternativa. Domenico rimase collegato all’Ecmo per circa sessanta giorni.

La difesa chiede di accertare se il cardiochirurgo Guido Oppido, indicato negli atti come responsabile del percorso decisionale, avesse previsto il rischio di una perdita irreversibile della candidabilità al trapianto e, nonostante questo, avesse accettato tale rischio senza procedere alla conversione.

Secondo la difesa, la fase più favorevole per il passaggio al Berlin Heart sarebbe stata tra la fine di dicembre e i primi giorni di gennaio. Il 17 febbraio, la disponibilità di un cuore compatibile non poté tradursi in un nuovo trapianto perché Domenico non era più candidabile.

La difesa solleva inoltre dubbi sulla documentazione relativa alla valutazione del Berlin Heart.

I legali di Oppido respingono la ricostruzione e sottolineano che la perizia, a loro avviso, accerta la correttezza della condotta operatoria del cardiochirurgo e attribuisce rilevanza causale alla condotta dei sanitari dell’ospedale di Bolzano.

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