Movida, stretta del Comune: proteste nel centro storico di Napoli dopo la nuova ordinanza
NAPOLI – La nuova ordinanza firmata dal sindaco Gaetano Manfredi riaccende il dibattito sulla gestione della movida nel centro storico. Il provvedimento introduce nuove limitazioni per le attività di piazza Bellini e delle aree limitrofe, misure che resteranno in vigore per i prossimi quattro mesi e che hanno immediatamente provocato la reazione di commercianti ed esercenti.
In un primo momento si era ipotizzato che la stretta fosse legata ai recenti episodi di violenza registrati in città, tra cui l’accoltellamento di un giovane nella zona Orientale e il ferimento di un 33enne in via San Sebastiano, raggiunto da un colpo di pistola nella notte tra il 24 e il 25 luglio. L’ordinanza, tuttavia, motiva l’intervento con l’esigenza di tutelare il diritto al riposo dei residenti e di contrastare l’inquinamento acustico nelle aree maggiormente interessate dalla vita notturna.
La decisione ha innescato una dura protesta. Tra i gesti più eclatanti quello di Salvatore, titolare di un’attività della zona, che si è incatenato davanti a Palazzo San Giacomo per denunciare le conseguenze economiche delle nuove restrizioni. Lo stesso esercente, insieme ai propri dipendenti, era intervenuto per prestare i primi soccorsi al 33enne rimasto ferito durante la sparatoria di via San Sebastiano.
Secondo gli operatori del settore, negli ultimi giorni si sarebbe creato un collegamento improprio tra gli episodi di criminalità e la movida cittadina. Il ferito, infatti, sarebbe estraneo ad ambienti della criminalità organizzata, circostanza che, a loro giudizio, rende ingiustificata l’adozione di misure che penalizzano indistintamente le attività economiche.
A sorprendere gli esercenti sono stati anche i tempi dell’intervento amministrativo. Soltanto 48 ore prima della firma dell’ordinanza, il Comune aveva infatti invitato le attività commerciali a presentare osservazioni e proposte, fissando al 6 agosto il termine per contribuire alla definizione del nuovo regolamento destinato a disciplinare la movida nei Quartieri Spagnoli, nel Centro Storico, a Chiaia, al Vomero e a Bagnoli.
La scelta dell’amministrazione comunale continua quindi a dividere l’opinione pubblica. Da una parte commercianti e lavoratori denunciano il rischio di pesanti ricadute economiche e contestano un provvedimento ritenuto improvviso; dall’altra, una parte dei residenti accoglie favorevolmente le nuove limitazioni, ritenendole uno strumento necessario per contenere rumori e disagi nelle ore notturne.
Il confronto tra Comune, esercenti e cittadini resta aperto e si preannuncia uno dei temi centrali dell’estate napoletana, chiamando l’amministrazione a trovare un equilibrio tra il diritto al lavoro, la sicurezza urbana e la tutela della qualità della vita dei residenti.


