Caro carburante, stop ai blocchi dei Tir in Campania ma supermercati ancora con scaffali vuoti. Musumeci: «La criminalità va dove c’è denaro», scoppia la polemica. La Procura avvia gli accertamenti
Dopo giorni di proteste contro il caro carburante, in Campania si allenta la pressione sulla viabilità e sulla distribuzione delle merci. I blocchi autostradali sono stati rimossi e i presidi degli autotrasportatori, compreso quello nell’area orientale di Napoli, sono stati sciolti. Ripartono così i rifornimenti alle stazioni di servizio e le consegne ai supermercati, anche se il ritorno alla normalità procede a velocità diverse.
A Napoli Est, in via Argine, dove ha sede una delle due raffinerie cittadine, i camionisti hanno lasciato il presidio dopo giorni di mobilitazione. La protesta, portata avanti pacificamente anche attraverso cortei di mezzi a passo d’uomo, aveva l’obiettivo di richiamare l’attenzione sull’aumento dei costi del carburante e sulle difficoltà economiche del settore. Nelle ultime ore le forze dell’ordine hanno scortato i mezzi impegnati nel rifornimento delle stazioni di servizio, mentre anche il presidio al Varco Bausan è stato smobilitato.
Nel corso della notte i manifestanti hanno lasciato i punti di blocco nelle province di Caserta e Salerno, liberando progressivamente gli snodi industriali e le principali vie di collegamento. Una ripresa che consente agli autoarticolati di tornare a circolare e alla filiera logistica di rimettersi in moto, dopo giorni di disagi che hanno coinvolto diverse aree del Mezzogiorno.
Sul fronte dei carburanti, Tangenziale di Napoli ha comunicato che tutte le pompe di benzina risultano rifornite, ad eccezione di quella di Agnano, per la quale il rifornimento è previsto nel corso della giornata. In alcuni distributori di Napoli e provincia si registrano ancora lunghe file di automobilisti, segno che la ripresa dei rifornimenti non ha ancora cancellato del tutto le difficoltà accumulate durante la protesta.
Più lenta la ripartenza nei supermercati. Le interruzioni nella movimentazione delle merci hanno lasciato vuoti gli scaffali di numerosi prodotti. Con la ripresa delle consegne è iniziata la fase di riassortimento, ma saranno necessari altri giorni prima che le scorte tornino ai livelli abituali. La fine dei blocchi, dunque, non coincide ancora con il pieno ritorno alla normalità per famiglie e consumatori.
Resta aperto anche il confronto politico sulle ragioni e sulle modalità con cui si è conclusa la mobilitazione. Secondo il leader di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli, la protesta sarebbe terminata più per senso di responsabilità e per le pressioni politiche che per il raggiungimento di un accordo capace di soddisfare le richieste dei lavoratori. Di segno opposto la lettura del centrodestra, che sottolinea lo sforzo compiuto dal Governo per chiudere una vicenda che ha messo sotto pressione l’economia del Mezzogiorno.
Sono state giornate intense, caratterizzate da presidi organizzati in diverse aree della Campania. Le immagini dei camion incolonnati e delle manifestazioni pacifiche hanno fatto il giro del web, dall’hinterland salernitano alla zona orientale di Avellino, passando per il Nolano e le aree di Maddaloni e Marcianise.
Intanto, la Procura della Repubblica di Napoli ha disposto accertamenti preliminari per verificare l’eventuale presenza di influenze della criminalità organizzata nella protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante. Si tratta, allo stato, di verifiche investigative preliminari, dai cui risultati dipenderà l’eventuale apertura di un fascicolo.
La questione ha alimentato il dibattito dopo le dichiarazioni del ministro Nello Musumeci, intervenuto a margine di un incontro organizzato dal Mattino al centro congressi dell’Università Federico II di Napoli. Rispondendo ai cronisti, il ministro ha osservato che la criminalità tende a inserirsi nei contesti in cui circola denaro, suscitando nuove discussioni sull’opportunità di verificare eventuali condizionamenti nella mobilitazione.
La priorità, adesso, è ripristinare la piena regolarità dei trasporti e della distribuzione. Con le strade nuovamente libere e i mezzi in movimento, la Campania prova a lasciarsi alle spalle giorni di tensione e disagi. Ma se la protesta è finita, le conseguenze sulle forniture e sui bilanci delle imprese restano ancora da valutare.


