SAPRI, SUL LUNGOMARE UNA SOSTA INATTESA DEL DISCOVER SICILY 2026
ANGElLO GENTILE
Una presenza insolita ha animato il lungomare di Sapri. Due eleganti automobili d’epoca, con altrettanti equipaggi inglesi, hanno fatto una sosta nella cittadina del Golfo di Policastro durante il Discover Sicily 2026, un viaggio turistico dedicato alla scoperta dei paesaggi, dei borghi e delle tradizioni dell’Italia meridionale.
L’iniziativa prevede dieci giorni di viaggio, circa 2.000 chilometri interamente su strade asfaltate e la partecipazione di automobili costruite prima del 1986.
Non una competizione automobilistica, ma un itinerario concepito per privilegiare il piacere della guida, la conoscenza dei territori e la scoperta di luoghi meno frequentati dal turismo convenzionale.
Partito da Lecce, il percorso attraversa Puglia, Basilicata e Calabria, prima dell’imbarco per la Sicilia, alla quale sono dedicati sei giorni di esplorazione tra architetture, paesaggi, gastronomia e tradizioni locali.
Secondo il programma, gli equipaggi avrebbero dovuto raggiungere Maratea provenendo da Matera.
Non sono note le ragioni che hanno condotto due delle vetture fino a Sapri, trasformando il lungomare cittadino in una tappa fuori programma.
Particolarmente suggestivo l’aspetto degli equipaggi, con un abbigliamento accuratamente abbinato allo stile delle automobili.
Una scena dal sapore cinematografico, capace di richiamare le atmosfere dei viaggi automobilistici degli anni Trenta, quando attraversare territori sconosciuti rappresentava una parte essenziale dell’esperienza turistica.
L’episodio offre anche uno spunto di osservazione sul turismo internazionale che interessa Sapri al di fuori della breve stagione balneare. Settembre e, quest’anno, anche ottobre continuano a registrare la presenza e la permanenza di visitatori stranieri che percorrono autonomamente la costa tirrenica, attratti dal paesaggio, dal patrimonio culturale e dalla possibilità di conoscere località meno coinvolte nei grandi circuiti turistici.
Si tratta di una forma di turismo itinerante, spesso indipendente dai soggiorni tradizionali , itinerari flessibili e interessi rivolti alle specificità dei luoghi attraversati. La presenza dei due equipaggi, pur occasionale, testimonia come Sapri possa entrare nei percorsi di viaggio internazionali anche senza figurare tra le destinazioni originariamente programmate.
Un piccolo episodio di cronaca autunnale che racconta un modo diverso di viaggiare: senza fretta, lontano dalle competizioni, lasciando spazio alla curiosità e alla possibilità di scoprire, lungo la strada, anche qualcosa che non era previsto.
E chissà che i due equipaggi, dopo aver scoperto Sapri quasi per caso, non decidano un giorno di ritornarci intenzionalmente. Sarebbe una bella conferma della capacità di questa località di farsi apprezzare anche senza particolari presentazioni.
Del resto, ai turisti stranieri che continuano a visitarci fuori stagione, spesso senza trovare qualcuno che li accolga o racconti loro le peculiarità del territorio, andrebbe riconosciuto almeno un merito: quello di scoprire da soli ciò che noi dimentichiamo persino di mostrare.
E se poi ritornano, più che un attestato di fedeltà, meriterebbero una medaglia. Possibilmente consegnata da qualcuno degli uffici preposti all’accoglienza.


