17 Maggio 2026

Grazie all’IA ricostruito un disperato tentativo di fuga dall’eruzione di Pompei

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scavi pompei

Un uomo in fuga dall’eruzione del Vesuvio, nel 79 dopo Cristo, viene “riportato in vita” grazie all’intelligenza artificiale. È il risultato di una nuova ricostruzione digitale realizzata dal Parco Archeologico di Pompei in collaborazione con l’Università di Padova, utilizzando dati emersi dagli scavi e strumenti avanzati di IA.

Il modello riguarda una delle due vittime rinvenute nell’area della necropoli di Porta Stabia, fuori le mura dell’antica città. Secondo gli archeologi, il più anziano degli uomini avrebbe cercato di proteggersi dalla pioggia di lapilli utilizzando un mortaio in terracotta, ritrovato accanto al corpo e con evidenti fratture. Con sé aveva anche una lucerna per orientarsi nel buio, un anello in ferro e dieci monete di bronzo.

Il secondo individuo, più giovane, sarebbe invece stato colpito da una nube piroclastica mentre tentava la fuga verso la costa.

La ricostruzione digitale, ancora in fase sperimentale, è stata ottenuta combinando software di intelligenza artificiale e tecniche di elaborazione delle immagini, con l’obiettivo di rendere più accessibili al grande pubblico i risultati della ricerca archeologica.

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