Referendum, il NO dilaga in Campania: Battipaglia sopra il 56%
FRANCO MALDONATO – coordinatore Comitato NO – Basilicata
BATTIPAGLIA — Il NO vince, e lo fa oltre le previsioni. L’esito della consultazione, tutt’altro che scontato alla vigilia, è stato determinato anche da una partecipazione al voto particolarmente elevata, nonostante la natura tecnica e giuridica del quesito, percepito da molti come distante dai problemi quotidiani del Paese.
Secondo i promotori del fronte del NO, il risultato assume un valore politico rilevante, soprattutto alla luce delle modalità con cui la riforma era stata portata avanti. Al centro delle critiche, il tentativo di intervenire su temi delicati come l’equilibrio tra i poteri dello Stato, attraverso un iter considerato troppo rapido e privo di un adeguato dibattito pubblico.
In questo contesto, la campagna referendaria si è svolta in condizioni non omogenee: da un lato, comitati locali che hanno dovuto fare i conti con risorse limitate e difficoltà organizzative; dall’altro, una controparte ritenuta più strutturata e dotata di maggiori mezzi.
Nonostante ciò, le ragioni del NO — basate, secondo i sostenitori, su elementi concreti e verificabili — sono riuscite a intercettare una quota significativa di elettorato, convincendo anche molti indecisi.
La Campania si distingue a livello nazionale per la percentuale particolarmente alta di voti contrari, pari al 65,22%. Anche Battipaglia registra un risultato significativo: il NO raggiunge il 56,08%, con 11.472 voti su un totale di 20.597 votanti.
Un dato che, secondo il Comitato “Battipaglia per il NO”, risente anche dell’impossibilità per molti elettori fuori sede di partecipare al voto.
«Possiamo affermare senza esitazioni che il nostro Comitato ha contribuito in modo importante a questo risultato», commenta Angelo Minelli, coordinatore del Comitato “Battipaglia per il NO”, che ringrazia attivisti ed elettori per l’impegno e la partecipazione.
Guardando al futuro, resta aperto il tema di possibili nuovi interventi sulla Carta costituzionale. Tuttavia, per i sostenitori del NO, l’esito della consultazione rappresenta un segnale di tenuta del sistema democratico e della capacità dei cittadini di mobilitarsi su questioni istituzionali.
Un risultato che, sottolineano, rafforza la fiducia negli “anticorpi democratici” del Paese.


