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Pietà de’ turchini ritrova pagina sacra di Domenico Sarro custodita a Vienna

Il 4 novembre, la prima assoluta de la Missa di Requiem

Napoli – Sabato 4 novembre ore 19.00, presso la Chiesa di Santa Caterina da Siena, la Fondazione Pietà de’ Turchini propone, in prima assoluta, la Missa di Requiem di Domenico Sarro (nella trascrizione di Enrico Gramigna), pagina musicale inascoltata in tempi contemporanei, rintracciata in un fondo bibliotecario di Vienna da Paologiovanni Maione che con il Centro di Musica Antica porta avanti un incessante lavoro di ricerca. Ad interpretare la pagina sacra, che apre la stagione 2023-24 della Fondazione Pietà de’ Turchini, saranno i Talenti Vulcanici diretti da Stefano Demicheli, il coro Exultate di Davide Troìa e la neo formazione vocale della Schola Gregoriana della Pietà de’ Turchini guidata da Lanfranco Menga. L’evento è realizzato con il sostegno di Intesa Sanpaolo, che dallo scorso anno affianca, come Main Sponsor, la programmazione dei Talenti Vulcanici. Info e prenotazioni al numero 0817611221 o sul sito turchini.it. Costo del biglietto intero 10 euro; ridotto 7 euro (acquistabili al botteghino o sul sito TicketOnLine – Azzurro Service).

Una scrittura di notevole finezza, che segna il sentire musicale dell’epoca: la pagina nasce dal talento del compositore settecentesco Domenico Sarro, straordinario autore, noto per la prolifica produzione di musica profana e meno per quella sacra. Nato a Trani, Sarro si trasferì in giovane età a Napoli, dove si impose per la produzione teatrale, ottenendo successi e committenze. Poco è sopravvissuto delle partiture sacre prodotte dall’artista, per questo la Missa di Requiem assume oggi un enorme valore. Le pagine sono custodite a Vienna, presso la Biblioteca Nazionale Austriaca; altri testimoni della pagina sono in Polonia, Repubblica Ceca e Germania. Nella Collezione Santini di Münster, è presente una copia che fornisce informazioni circa una possibile datazione (anche se priva di conferme): 1743.

Nel pregiato lavoro di Sarro, si coniuga lo stile severo contrappuntistico a quello che lo lega alle nuove correnti musicali del tempo. Una pagina dove l’assenza del Dies Irae determina uno stile meno drammatico (scelta inusuale, se si confronta il suo Requiem con quelli di altri coevi maestri della scuola napoletana, come Fago, Feo e Durante, in cui è presente la sequenza)mentre la texture vocale è contrassegnata dall’alternanza di parti imitative e omofoniche, con le prime che si dissolvono nelle altre in corrispondenza delle cadenze principali. Queste hanno la funzione di far preservare il flusso polifonico, in particolare nelle molte parti caratterizzate dalla prevalenza di note lunghe. Anche se il talento e la diffusione della musica sacra di Domenico Sarro vengono riconosciuti nel Dizionario storico-critico degli scrittori di musica di Giuseppe Bertini del 1814, il nome di questo straordinario autore fa fatica a emergere nella generazione di musicisti post scarlattiani. 

In scena, l’ensemble dei Talenti Vulcanici, progetto di residenza formativa e professionale della Fondazione Pietà de’ Turchini, nato nel 2011 dalla volontà di coltivare ed attrarre a Napoli talenti musicali provenienti da tutta Europa (e da allora diretto da Stefano Demicheli); La Schola Gregoriana della Pietà de’ Turchini, nata da un intenso anno di lavoro condotto da Lanfranco Menga, docente di Prepolifonia e Musica medievale, al debutto in questa occasione; e il Coro Exultate, fondato nel 1990 da Davide Troìa, in occasione della venuta del Sommo Pontefice Papa Giovanni Paolo II in visita nella città di Pozzuoli. 

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