“Il fuoco” accende le stanze dell’Archivio di Stato di Napoli: il teatro dà voce alle storie custodite nella memoria della città

Per la rassegna “Le voci dell’Archivio – Incursioni teatrali tra le carte” le stanze dell’Archivio di Stato di Napoli ospiteranno due spettacoli: “Le carte”, che è andato in scena il 17 ottobre e il 18 ottobre,e “Il fuoco”, in programma il 24 ottobre con repliche alle 11:00 e alle 12:30 e il 25 ottobre con repliche alle 19:00 e alle 20:30. Il progetto, promosso e co-finanziato dal Comune di Napoli nell’ambito della programmazione culturale 2026/2027, e organizzato dal Nuovo Teatro Sanità ETS in collaborazione con l’Archivio di Stato di Napoli, vedrà protagonisti i testi dei giovani drammaturghi che hanno preso parte ai laboratori nel mese scorso.
Ciascuno dei due spettacoli, “Le carte” e “Il fuoco”, è composto da quattro monologhi originali e da un epilogo, che intrecciano storie e personaggi diversi attorno alle carte custodite dall’Archivio. I giovani autori hanno lavorato su documenti originali, lettere, contratti, telegrammi e testimonianze, per creare drammaturgie inedite.
“Il fuoco”, porta in scena: Ciaramella, che racconta di un uomo che parte per New York spinto da un rancore familiare e scopre nell’Archivio la vera storia del bisnonno, sindacalista antifascista; In quindici minuti prende fuoco la paglia, in cui un contadino racconta il salvataggio e la distruzione di ottocento casse di documenti durante la guerra; Giorgio Ascarelli, che, nel centenario della fondazione del Napoli, racconta dell’industriale Ascarelli che irrompe in Archivio raccontando il sogno di una città unita in un’unica squadra e un unico colore, tra documenti, contratti e lettere reali; Emilia Giannelli, in cui una donna scopre in Archivio la verità sul nonno fascista e sul padre mai conosciuto, espulso con disonore come sovversivo; e infine ritorna l’epilogo de La polvere delle cose.
Si tratta di spettacoli di environmental theatre, in cui il luogo che ospita la rappresentazione diventa esso stesso elemento dello spettacolo e, abbattendo la quarta parte, permette allo spettatore di vivere un’esperienza immersiva e innovativa.
“Le voci dell’Archivio” è un vero e proprio atto di restituzione, dalla Napoli di oggi alla Napoli di ieri e viceversa. Ogni monologo ci narra di un archivista, un testimone, un attore della memoria. Ogni documento ci racconta una piccola vita che chiede di essere raccontata. Attraverso il teatro, l’Archivio, luogo storico della città diretto da Ferdinando Salemme, torna a essere ciò che è sempre stato: un luogo dove la storia, anche se scritta, continua a respirare e ad essere ascoltata. Le stanze che custodiscono le storie e i ricordi del passato diventano il luogo ideale in cui riecheggiano le parole, in un percorso itinerante che permette al pubblico e agli autori di attraversare i luoghi come si attraversano le vite.


