21 Ottobre 2026

ANM: «La magistratura non diventi il capro espiatorio delle difficoltà economiche del Paese»

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ANM: «La magistratura non diventi il capro espiatorio delle difficoltà economiche del Paese»

L’Associazione Nazionale Magistrati replica alle dichiarazioni del Governo sulle retribuzioni dei magistrati: «Nessun privilegio, ma adeguamenti previsti dalla legge». Al centro della polemica anche le criticità degli uffici giudiziari, tra carenze di organico e tribunali in difficoltà.

ROMA, 18 ottobre 2026 – «La magistratura non può essere trasformata nel capro espiatorio delle difficoltà economiche del Paese». È questo il messaggio lanciato dalla Giunta esecutiva centrale dell’Associazione Nazionale Magistrati (ANM), che interviene nel dibattito sulle retribuzioni dei magistrati e sulle recenti dichiarazioni della presidente del Consiglio.

Nel documento diffuso oggi, l’ANM respinge le ricostruzioni che presenterebbero gli adeguamenti retributivi come nuovi privilegi o concessioni economiche. Secondo l’associazione, le somme richiamate nel dibattito pubblico non rappresenterebbero bonus, regali o aumenti straordinari, bensì differenze retributive previste dalla legge e rimaste non corrisposte per anni.

«I magistrati non negoziano la propria retribuzione con il governo di turno», sottolinea l’ANM, richiamando il principio dell’indipendenza della magistratura dal potere politico. Il meccanismo di adeguamento, spiega l’associazione, è automatico, ha cadenza triennale ed è collegato agli incrementi medi riconosciuti al restante pubblico impiego. Una procedura che, secondo il documento, riguarda anche altre categorie di dipendenti pubblici non contrattualizzati.

La presa di posizione arriva in un clima di confronto acceso sul rapporto tra spesa pubblica, retribuzioni e funzionamento della giustizia. Per l’ANM, il rischio è che il tema degli stipendi finisca per alimentare una contrapposizione politica, distogliendo l’attenzione dalle reali difficoltà che interessano il sistema giudiziario.

Tribunali in difficoltà e carenza di personale

L’associazione richiama infatti l’attenzione sulle condizioni degli uffici giudiziari, denunciando tribunali in difficoltà, organici insufficienti e una persistente carenza di giudici e pubblici ministeri.

Sono queste, secondo la magistratura associata, le questioni sulle quali dovrebbe concentrarsi il confronto istituzionale: garantire personale adeguato, assicurare il funzionamento degli uffici e rendere la giustizia più efficiente, nell’interesse dei cittadini.

Nel documento, l’ANM si dichiara disponibile a un confronto con la presidente del Consiglio, ribadendo la necessità di affrontare i problemi concreti del sistema giudiziario senza trasformare le retribuzioni dei magistrati in uno strumento di polemica politica.

Il messaggio conclusivo è netto: «La giustizia non può essere un terreno di propaganda». Una presa di posizione con cui l’associazione rivendica l’autonomia della magistratura e chiede che il dibattito pubblico si concentri sulle criticità strutturali del settore, a partire dalla carenza di organico e dalle difficoltà operative dei tribunali.

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