Oggi il ricovero al Gemelli per Papa Leone XIV, domani l’intervento
ROMA (ITALPRESS) – “God save the Pope”, Dio Salvi il Papa ha detto a Leone XIV uno dei sei fra Arcivescovi e Vescovi di quattro continenti ricevuti ieri dal Pontefice, che fino alla vigilia del ricovero ha mantenuto inalterata la fitta agenda delle udienze. In mattinata, il trasferimento all’Ospedale Gemelli avvierà i protocolli degli esami e dei controlli clinici che precedono l’intervento, previsto all’alba di domani. L’operazione sarà eseguita con tecniche mini invasive. Attraverso una videotoracescopia si eseguono da una a tre piccole incisioni nel torace, tra le costole. Dagli accessi si introduce un sondino chirurgico che procede alla segmentectomia, la resezione del nodulo polmonare sospetto di circa un centimetro, e alla rimozione dei linfonodi attorno ai bronchi e alla trachea.
L’esame istologico del nodulo e dei linfonodi consentirà la loro stadiazione patologica, cioè la verifica particolareggiata della natura, della diffusione e della capacità di proliferazione delle cellule. Se, come sembrerebbe, non verranno riscontrate quelle che in gergo si definiscono infiltrazioni, l’intervento sarà risolutivo e non sarà necessaria una chemioterapia aggiuntiva. Per i primi due anni successivi si procederà poi a controlli semestrali e in seguito ad esami una volta all’anno fino a cinque anni. Dopo l’intervento Leone XIV sarà trasferito nell’appartamento al decimo piano dell’Ospedale Gemelli riservato ai Pontefici e vi trascorrerà la degenza di poco meno di una settimana. In Vaticano non viene esclusa la possibilità che il Papa reciti l’Angelus domenicale dalla finestra affacciata sull’atrio dell’ingresso del Gemelli, come in passato fecero Wojtyla e Bergoglio.
Nelle udienze di lunedì Leone XIV ha assicurato il Vescovo Carlos Enrique Herrera Gutiérrez, Presidente della Conferenza episcopale del Nicaragua, costretto all’esilio dalle dittature di Daniel Ortega e Rosario Murillo, che effettuerà normalmente la visita apostolica prevista dal 6 al 17 novembre in Uruguay, Argentina, Perù. Fra i vari incontri, celebrazioni, preghiere nei santuari, il Pontefice tiene soprattutto al ritorno nella diocesi peruviana di Chiclayo, della quale è stato per anni Vescovo. Ed il pensiero di riabbracciare i suoi fedeli della regione del costiera settentrionale sul Pacifico del Perù, contribuirà non poco allo ristabilimento post operatorio delle condizioni di salute del Pontefice.
DALL’EQUIPE CHIRURGICA ALLA SICUREZZA GEMELLI MOBILITATO PER IL PAPA
L’intervento chirurgico per l’asportazione del nodulo sospetto dai polmoni di Papa Leone XIV sarà eseguito dall’equipe del Prof. Stefano Margaritora, Professore Ordinario di Chirurgia Toracica e Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Toracica del Policlinico Universitario “Agostino Gemelli” di Roma. Esperienza 35ennale ed esperto di chirurgia oncologica mininvasiva ai polmoni, all’esofago e al mediastino, il Prof. Margheritora opera anche presso il centro clinico di Villa Stuart, è consulente del Tribunale di Roma, ed è membro di importanti Società Scientifiche italiane ed estere come la prestigiosa American Association for Thoracic Surgeons e l’ European Society of Thoracic Surgery.
All’Ospedale Gemelli sono scattate intanto da domenica le misure di sicurezza per il ricovero del Papa. L’intero decimo piano è stato isolato dal resto della struttura e gli accessi all’area riservata al Pontefice saranno consentiti soltanto a personale autorizzato e controllato. Il dispositivo di sicurezza é affidato alla Gendarmeria Vaticana, alla Polizia e alla vigilanza dell’ospedale. Rafforzati i controlli agli ingressi e lungo il perimetro esterno, anche per gestire l’arrivo di fedeli, giornalisti e troupe televisive senza ostacolare l’attività sanitaria. Previsti inoltre controlli dello spazio aereo per individuare eventuali droni non autorizzati e verifiche sulle reti informatiche della struttura. Particolare misure sono riservate alla privacy del Pontefice e all’intervento chirurgico. Analisi, referti e campioni biologici saranno gestiti con procedure specifiche per limitare l’accesso ai dati sanitari e prevenire intrusioni e fughe di notizie.
– Foto Ipa Agency –
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