25 Settembre 2026

Sapri ricorda i martiri civili del 15 agosto 1943: la memoria entra nelle scuole

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SAPRI BOMBARDAMENTI '43

SAPRI – La memoria storica incontra il mondo della scuola. È questo il significato della commemorazione che giovedì 17 settembre, alle ore 9.30, vedrà la Città di Sapri rendere omaggio alle vittime civili dei bombardamenti del 15 agosto 1943.

Il momento commemorativo avrà inizio in Piazza Martiri Civili, dove è previsto il raduno e la deposizione di una corona d’alloro al cippo dedicato alle vittime. Seguirà la benedizione del parroco, don Raffaele Brusco.

Una cerimonia che quest’anno assume un valore particolare per la scelta di coinvolgere direttamente le giovani generazioni. La memoria di una delle pagine più drammatiche vissute dalla comunità saprese diventa infatti occasione di confronto e di formazione per gli studenti, chiamati a conoscere la storia della propria città e a riflettere sulle conseguenze della guerra.

Ricordare significa anche educare alla pace, al rifiuto di ogni forma di violenza e alla costruzione di una società fondata sulla solidarietà e sulla convivenza civile. È questo il messaggio che accompagnerà l’iniziativa, nella convinzione che la memoria non debba rimanere confinata al ricordo del passato, ma possa diventare uno strumento per costruire un futuro diverso.

Le celebrazioni, d’intesa con l’Amministrazione comunale, sono state posticipate di un mese rispetto al tradizionale appuntamento del 15 agosto. La proposta è stata avanzata da Luciano Ignacchiti, presidente e fondatore dell’Associazione Storico-Culturale “Sapri 15 agosto 1943”, con l’obiettivo di consentire la partecipazione degli studenti delle scuole cittadine in concomitanza con l’avvio delle attività didattiche.

La presenza delle scuole rappresenta dunque un elemento centrale della giornata. Affidare ai ragazzi la conoscenza di quanto accaduto a Sapri il 15 agosto 1943 significa mantenere vivo il ricordo delle vittime civili e, al tempo stesso, trasmettere valori che appartengono al presente: pace, solidarietà, responsabilità e rispetto della vita umana.

La commemorazione di giovedì sarà così un momento di raccoglimento, ma anche un’occasione per ribadire che la memoria storica appartiene all’intera comunità e che proprio attraverso le nuove generazioni può continuare a vivere.

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