4 Settembre 2026

Ferruccio Policicchio, ricercatore storico tenace

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Il ricordo dell’intellettuale

ANGELO GENTILE

Lo avevo conosciuto oltre cinquant’anni fa.
   Per molto tempo le nostre strade si sono intrecciate soprattutto attraverso una passione comune: la ricerca storica. 

   Lui da ricercatore archivistico, io da semplice divulgatore. 

   Ho condiviso e, per quanto mi era possibile, accompagnato le sue ricerche, illustrandole e documentandole fotograficamente: dapprima quelle dedicate al suo paese d’origine, poi a Sapri, divenuta la sua patria d’adozione, fino ad abbracciare l’intero Golfo di Policastro.
   In quegli anni cercai anche di introdurlo negli ambienti culturali del territorio, aiutandolo a superare quelle naturali diffidenze che spesso incontrano gli sconosciuti e quanti provengono da altrove. 

   Ebbe così modo di far conoscere le proprie ricerche, confrontarsi con studiosi e appassionati e inserirsi sempre più nel tessuto culturale dei luoghi che aveva scelto come propri.
   Era un ricercatore tenace, puntiglioso, talvolta ostinato. 

   Non si accontentava delle verità tramandate e cercava documenti e testimonianze capaci anche di mettere in discussione ricostruzioni ritenute ormai storicamente acquisite.          Questa inquietudine intellettuale, che a volte rendeva difficile il confronto, era anche uno dei tratti più autentici e, talvolta, divisivi della sua personalità.
   Il mio carattere più accomodante aveva consentito per molti anni un’amicizia fatta di ricerche, scoperte, discussioni e confronti. 

   Poi, circa dieci anni fa, nella franchezza che ritenevo possibile tra amici, gli espressi in privato alcune mie considerazioni. 

   Da allora qualcosa si spezzò: finirono l’amicizia e i rapporti e, lentamente, come talvolta accade, venne meno persino il saluto.
   Oggi, di fronte alla notizia della sua prematura e solitaria dipartita, quella distanza pesa ancora di più. 

   Cinquant’anni di conoscenza e di esperienze condivise non possono essere cancellati dagli ultimi, seppur numerosi, anni di silenzio.
   Esprimo perciò il mio sincero e pubblico cordoglio, senza rimuovere ipocritamente ciò che ci divise, ma ricordando soprattutto ciò che a lungo ci unì e il contributo che, insieme ad altri, egli ha dato alla ricerca archivistica e alla conoscenza della storia dei nostri luoghi.
Sono certo che avrebbe compreso la sincerità di queste mie parole.
Addio Ferruccio, vecchio amico di un tempo che fu. 

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