Susan Sarandon, 80 anni tra cinema e impegno
ROMA (ITALPRESS) – Lo scorso 24 settembre abbiamo visto Susan Sarandon ammanettata e portata via dalla polizia insieme a un altro centinaio di persone per essersi rifiutata di liberare la strada su cui stavano manifestando contro Benjamin Netanyahu in occasione del suo intervento all’assemblea generale delle Nazioni Unite, a New York. Non è la prima volta che l’attrice americana, 80 anni il 4 ottobre, finisce in stato di fermo. Pacifista ed ecologista, in prima fila per i diritti degli omosessuali e schierata al fianco dei palestinesi, la Sarandon è finita per la prima volta in manette nel 1982, sempre a New York, mentre protestava contro la demolizione del celebre Morosco Theatre di Broadway. Diciassette anni dopo la causa del fermo (insieme all’allora compagno Tim Robbins) è stata una manifestazione contro la polizia; nel 2018 la protesta riguardava le politiche migratorie di Donald Trump; e nel 2023 la necessità di un salario equo per i camerieri dello Stato di New York. Politica (e arresti) a parte, la Sarandon (il cui nome è Susan Abigail Tomalin, Sarandon è il cognome dell’ex marito Chris) vanta ben cinque candidature al Premio Oscar (più quella ai Golden Globe e al Premio Emmy), una delle quali si è trasformata nella prestigiosa statuetta come miglior attrice protagonista per “Dead Man Walking – Condannato a morte” di Tim Robbins. Di origini in parte italiane (da parte della madre), Susan è ribelle e anticonformista fin dall’adolescenza, quando manifesta in piazza contro la guerra del Vietnam.
L’esordio al cinema è del 1970 nel film “La guerra del cittadino Joe” cui segue, l’anno successivo, “La mortadella” di Mario Monicelli che la fa conoscere anche in Italia. Dopo film minori che le consentono di rimanere nel mondo del cinema, la grande occasione arriva nel 1974 con “Prima pagina” di Billy Wilder, seguito l’anno dopo, da “The Rocky Horror Pictures Show” di Jim Sharman. Tra i tanti film della sua ricca filmografia troviamo “Pretty Baby” di Louis Malle (con cui inizierà una relazione dopo il divorzio dal marito), “Miriam si sveglia a mezzanotte” di Tony Scott (con David Bowie, con cui avrà una relazione breve ma intensa), “Le streghe di Eastwick” di George Miller, “Thelma & Louise” di Ridley Scott, “L’olio di Lorenzo” di George Miller, “Il cliente” di Joel Schumacher e “Piccole donne” di Gillian Armstrong. Nel 1986 Sarandon inizia una convivenza ventennale con Tim Robbins che la dirige nel già citato “Dead Man Walking” e in “Il prezzo della libertà”. Seguiranno, tra gli altri, “Due amiche esplosive” di Bob Dolman (con la figlia Eva), “Elizabethtown” di Cameron Crowe, “Romance & Cigarettes” di John Turturro, “Amabili resti” di Peter Jackson, “Wall Street – Il denaro non dorme mai” di Oliver Stone, “La regola del silenzio” di Robert Redford, “Nella valle di Elah” di Paul Haggis e “Ti presento i suoceri” di Michael Jacobs. Nel 2006 l’abbiamo vista portare la bandiera olimpica (con altre sette donne) nella Cerimonia di apertura dei XX Giochi olimpici invernali di Torino 2006. Susan Sarandon ha tre figli: Eva Amurri (nata dalla breve relazione con il regista italiano Franco Amurri), Jack Henry e Miles nati dalla relazione con Tim Robbins.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).


