3 Ottobre 2026

Ospedale di Sapri: pronti alla mobilitazione generale

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LUCIANO DE GERONIMO*

All’indomani della sentenza del TAR Campania, il Comitato di Lotta dell’Ospedale di Sapri è pronto ad alzare la voce e chiama il territorio alla mobilitazione straordinaria.
   Ora basta: sgomberiamo il campo da equivoci e lanciamo un monito chiaro alle istituzioni regionali e locali. 

   La pronuncia del TAR non segna affatto la fine della nostra battaglia, ma apre una fase nuova.

   Siamo di fronte a un punto di svolta storico: il mantenimento del Punto Nascita del presidio ospedaliero “Immacolata” di Sapri non è più una questione di vincoli tecnico-normativi, ma è legato al Piano regionale integrato per la riorganizzazione del percorso nascita. 

   La Campania è formalmente e definitivamente fuori dal piano di rientro dal 27 marzo 2026 e ha riacquisito piena autonomia programmatoria e gestionale. 

   Pertanto, oggi preservare il Punto Nascita di Sapri è una scelta puramente ed esclusivamente POLITICA.  
   Occorre sottolineare e ribadire che gli strumenti tecnici e normativi per agire ci sono già tutti, a partire dal quadro tracciato dalla mozione del consiglio regionale della Campania e dalle soluzioni già individuate.
   Gli atti parlano chiaro. 

La V commissione Sanità della Regione ha già approvato, il 21 maggio scorso, una risoluzione che impegna la giunta al superamento della D.G.R.C. 418/2025. 

   Inoltre, con la Legge regionale n. 11/2025, il Consiglio ha riconosciuto all’unanimità Sapri, SessaAurunca e PiedimonteMatese come zone disagiate sotto il profilo sanitario. 

   La soluzione tecnica esiste ed è già prevista dall’accordo Stato-Regioni del 2010: la riorganizzazione del percorso nascita in una logica di rete e di bacino. L’atto aziendale dell’ASL Salerno stabilisce già un collegamento funzionale tra la UOS di Sapri e la UOC di Vallo della Lucania. 

   Si mantengano a Sapri i parti fisiologici e la guardia attiva H24 per le emergenze ostetriche, garantendo sicurezza clinica e continuità assistenziale. 

   Non ci si venga più a parlare di numeri o di standard isolati: chi ha il potere di governare la sanità campana si assuma la responsabilità politica di garantire il diritto alla vita nelle aree interne.
   È giunta l’ora di porre l’accento sulla dimensione costituzionale e sociale della vertenza, annunciando l’allargamento del fronte di protesta a livello di comprensorio.

   L’articolo 32 della Costituzione parla chiaro: la salute è un diritto fondamentale, non una merce né un privilegio da concedere a seconda della residenza geografica.               Costringere una donna incinta a percorrere oltre un’ora di strada tortuosa e rischiosa per partorire è un atto intollerabile. 

   Per questo, l’assemblea pubblica tenutasi nell’aula consiliare di Sapri ha proclamato lo stato di agitazione permanente, non escludendo lo sciopero generale. 

   Ma non saremo soli: si è consolidata una profonda e strategica sinergia con il comitato dei sindaci del distretto sanitario 71, i sindacati provinciali CGIL, CISL e UIL e il Comitato dell’Ospedale di Agropoli.       Uniamo le forze con le altre comunità ferite del territorio per la difesa di un Diritto alla Salute che appartiene a tutti.

*Presidente Comitato di Lotta Ospedale di Sapri

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