13 Ottobre 2026

Sicurezza e difesa, cinque sigle unite: il 14 settembre il “Patto” fa tappa a Napoli

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NSC, SINAFI, ITAMIL, SILMM e USAMI insieme per rivendicare maggiori tutele, risorse e garanzie previdenziali per il personale delle Forze armate e delle Forze di polizia a ordinamento militare

Dalla sicurezza alla difesa, cinque sigle sindacali delle Forze armate e delle Forze di polizia a ordinamento militare uniscono le forze e chiamano a raccolta il Paese. Il prossimo 14 settembre, nella sala convegni dell’Hotel Gold Tower di Napoli, il “Patto per la Sicurezza e la Difesa del Cittadino” farà tappa nel capoluogo campano, dando il via a una nuova fase della mobilitazione avviata a Roma.

Al centro dell’iniziativa c’è il riconoscimento della specificità del lavoro svolto quotidianamente dagli uomini e dalle donne in divisa. Una sicurezza che, secondo le organizzazioni promotrici, non può essere considerata soltanto in termini di percezione, ma deve tradursi nella consapevolezza concreta dei cittadini di poter contare, in ogni situazione di rischio o pericolo, sull’intervento di personale adeguatamente formato, tutelato e messo nelle condizioni di operare.

Da qui la domanda che accompagna la mobilitazione: chi protegge chi ci protegge?

Secondo le cinque organizzazioni, negli ultimi anni il personale avrebbe dovuto fare i conti con stipendi erosi dall’inflazione, insufficienti tutele legali, una previdenza complementare ancora non pienamente attuata e un sistema di riconoscimento degli arretrati che, in diversi casi, ha fatto ricorso a erogazioni una tantum.

Una questione che, secondo il “Patto”, non riguarderebbe soltanto il reddito immediato dei lavoratori. La mancata corresponsione strutturale di somme che avrebbero dovuto incidere sulla retribuzione potrebbe infatti avere conseguenze anche sul piano previdenziale, con possibili ripercussioni sulla contribuzione maturata e, di conseguenza, sul futuro trattamento pensionistico.

Le organizzazioni chiedono quindi che il tema venga affrontato in una prospettiva di lungo periodo, considerando le particolari condizioni di un lavoro caratterizzato da responsabilità, esposizione al rischio e usura psicofisica.

Cinque sigle, un fronte comune

Il tratto distintivo della mobilitazione è rappresentato dall’unione, per la prima volta, di NSC, SINAFI, ITAMIL, SILMM e USAMI. Le cinque organizzazioni, che complessivamente rappresentano oltre 20mila lavoratori in divisa secondo quanto dichiarato dagli stessi promotori, hanno scelto di superare le rispettive divisioni per costruire un fronte comune sulle principali questioni che riguardano il personale militare e delle Forze di polizia a ordinamento militare.

L’obiettivo è portare all’attenzione del Governo e delle istituzioni una piattaforma condivisa che lega le condizioni di lavoro alla qualità del servizio garantito quotidianamente ai cittadini

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