Sapri: porta d’ingresso della Grande Lucania, origine ed evoluzione di uno spazio urbano
Dopo la selezione su Rai 3 nel programma Il Borgo dei Borghi
MIMMO SMALDONE*
Dobbiamo osservare l’umanità in tutta la diversità dei popoli: raccoglitori-cacciatori delle varie zone del pianeta, gli abitanti delle città di ogni nazione del mondo.
Vedere, osservare l’inarrestabile avanzata del progresso nell’architettura, nella tecnologia, nella cultura dei viaggi e ammirare i prodotti stessi della civiltà umana: lingua, letteratura, musica, arti visive, monumenti archeologici.
Come svilupparono tali conquiste della mente?
Da dove hanno avuto origine tali trasformazioni?
Come siamo diventati quel che siamo?
Questi sono gli interrogativi che ci pone la storia.
Sapri offre una lettura straordinaria dell’esistenza dell’uomo dalla prima disponibilità della testimonianza, dal paleolitico attraverso l’uomo di Neanderthal per poi passare all’età del Bronzo quando la nuova ondata di civiltà investe il mediterraneo, vede Sapri testimone e partecipe creando i primi presupposti di nuclei umani ed uno sviluppo aggregativo urbano che man mano va ad impiantarsi nell’attuale piana alluvionale dove oggi prende forma fisica.
L’esigenza dell’uomo di stabilirsi nella baia non nasce immediatamente ma col tempo.
Ed oggi abbiamo sul suo territorio numerosi insediamenti che trovano sviluppo e forza nell’età del Bronzo: parliamo del 3.500 avanti Cristo.
Furono queste popolazioni che crearono le attuali vie di comunicazioni, dando un impulso notevole al traffico e al commercio.
Sapri è la porta di entrata di tre regioni attuali e di quella Grande Lucania a cui apparteniamo per cultura e storia.
La sua conformazione geografica invita il navigante che si trova nel golfo di Policastro ad entrare per obbligo nella baia.
Se osserviamo il golfo di Policastro notiamo la sua forma ad imbuto dove è di obbligo al navigatore di approdare nella baia di Sapri, per poi proseguire all’interno fino all’altro mare Ionio.
Ed ancora oggi abbiamo questa strada che porta il nome di Sapri Ionio.
La rivoluzione sociale e forse anche etnica del mondo antico avviene attraverso queste vie mare entroterra e viceversa.
Sapri da sempre dà queste opportunità.
Abbiamo un territorio al quanto compresso sul mare che custodisce una storia e monumenti straordinari, con una continuità difficile da riscontrare in altri luoghi che va dal Paleolitico al Bronzo italico greco, per poi iniziare il suo massimo splendore in epoca romana con un monumento unico la villa marittima con 7000 mq del nucleo centrale al quale si aggiungono strutture periferiche quali un molo, un teatro (da portare alla luce) peschiere, terme, strutture di ville rurali sparse sul territorio.
Fu per Sapri l’epoca romana il suo primo sviluppo economico di livello alto della sua storia.
Anche dopo la caduta dell’impero, Sapri non perse i suoi vantaggi al navigatore: porto sicuro, prosieguo per i territori interni attraverso la strada Sapri Ionio.
La villa marittima in decadenza fu usata come punto di approdo, tappa per quella gente di passaggio per proseguire via terra.
Negli anni successivi il posto prende il nome di Croce e diventerà una delle domus templare del Cilento.
Sembra che nell’anno mille partirono pellegrini per liberare Gerusalemme.
Nel 1291 dopo la caduta di ACRI ultimo baluardo templare, di nuovo subì un abbandono per poi riprendersi in epoca Aragonese.
Sul Ceraso, una fitta ed esauriente documentazione storica ci dice che vi soggiornavano tra le 50 e le 100 persone.
Con gli Aragonesi inizia un’altra fase di sviluppo economico.
Ne inizierà un’altra nel 700 con la sede del Consolato della Gran Bretagna per lo sfruttamento delle foreste ad alto fusto del basso Cilento.
Sapri ancora una volta punto nevralgico anche per il controllo della strada Sapri Ionio.
Questo interesse britannico per Sapri era dovuto al fatto dell’esistenza di un enorme patrimonio boschivo ed al punto nevralgico in cui si trovava.
In quei tempi numerosi viaggiatori visitarono Sapri descrivendola, tra tutti i centri visitati, la più rigogliosa e dall’aspetto bellissimo.
Fu il secondo periodo di sviluppo economico per Sapri, per l’interesse dello sfruttamento del legno.
L’Ottocento vide un altro inizio storico per Sapri: il sacrificio di Carlo Pisacane.
Sembra che la massoneria britannica finanziò la spedizione e l’evento drammatico che avvenne, altresì lo sbarco di Garibaldi in Sicilia.
Alla fine dell’Ottocento Sapri avrà la terza evoluzione economica demografica con l’avvento della ferrovia.
Avviene un cambiamento nel tessuto urbano attraverso la famiglia Cesarino che si adopera per costruire edifici di pregio, conferendo al paese una fisionomia bella, accogliente, dall’aspetto gradevole.
Sarà negli anni Sessanta che subirà un incremento abitativo, con esigenze urbanistiche, fino alla cementificazione dell’intera piana alluvionale.
Oggi assistiamo ad una decadenza economica produttiva.
Dobbiamo trovare nella sua storia la forza e le capacità per superare questa fase e rinascere in tutto l’aspetto non solo urbano, ma soprattutto ambientale ed economico.
Sapri è presente dal paleolitico con una evoluzione storico archeologica straordinaria, fino ai nostri giorni alquanto mediocri.
Insistere nel conoscere il passato per capire quanto poco valga il presente.
Ora, grazie a Rai 3, dal 18 ottobre una tribuna planetaria per esaltare e approfondire le ineguagliabili bellezze di Sapri, ma anche scoprire a favore di telecamere, innumerevoli sfaccettature e luoghi ancora inesplorati ma di ineguagliabile fascino e coinvolgimento.
Per riuscire nell’impresa di dare un senso e un valore anche pedagogico alla partecipazione in rappresentanza della Campania nella trasmissione Il Borgo dei Borghi -in cui si sfideranno le 20 regioni d’Italia- fondamentale deve essere l’armonia del progetto e la condivisione programmatica dell’intera comunità saprese.
La bellezza deve essere il mantra capace di accomunare il popolo.
Un proverbio giapponese può essere il carburante giusto per alimentare il motore che conduce alla vittoria.
Se segui le farfalle, voleranno via.
Ma se crei un bellissimo giardino le farfalle arriveranno e se non arriveranno avrai comunque un bellissimo giardino.
Ecco cosa dobbiamo fare, non correre per portare turisti, ma creare un bel posto perché arriveranno e se non arrivano avremo comunque un paese straordinario.
*Coordinatore Archeologia Uomo e Territorio Sapri


