PIZZERIA “DAL PRESIDENTE”, TUTTI ASSOLTI. “L’ACCUSA DI RICICLAGGIO NON HA RETTO”
Il fatto non sussiste. Si è concluso con l’assoluzione con formula piena di tutti gli imputati il processo sul presunto coinvolgimento della nota pizzeria “Dal Presidente” di via dei Tribunali a Napoli nelle attività di riciclaggio del clan Contini.
Il tribunale scagiona l’imprenditore Massimiliano Di Caprio (assistito dai legali Fabio Visco e Vittorio Giaquinto), la moglie Deborah Capasso (difesa da Leopoldo Perone e Fabio Visco), il sostituto commissario della Polizia di Stato Guido Albano (tutelato da Vanni Cerino), la commercialista Giulia Nappo (difesa da Flaviano Moltedo e Mariangela Locuoco) e Vincenzo Capozzoli, ritenuto dagli inquirenti legato alla consorteria criminale facente parte dell’Alleanza di Secondigliano (assistito dagli avvocati Claudio Davino e Antonella Genovino). Per tutti è caduta l’accusa di aver ripulito i proventi illeciti del clan. Oltre alle assoluzioni, i giudici hanno ordinato l’immediato dissequestro e la restituzione di tutti i beni che erano stati precedentemente bloccati. Grandissima la soddisfazione espressa dai legali Fabio Visco e Leopoldo Perone. Avvocati che sottolineano alla stampa come il collegio difensivo sia sempre stato certo della totale estraneità di Di Caprio rispetto alle dinamiche camorristiche sollevate, non nascondendo però il dramma umano vissuto dagli imputati che hanno dovuto subire la reclusione sia in carcere sia ai domiciliari.
Gli stessi difensori hanno ribadito che, nonostante la sofferenza, la Giustizia ha fatto il suo corso e la magistratura si è espressa con assoluta serenità, restituendo la piena dignità a un uomo che era riuscito a riscattarsi da un passato non facile per diventare uno dei ristoratori più noti e apprezzati a livello nazionale. La sentenza delle scorse ore arriva al termine di un iter processuale, estremamente articolato, caratterizzato anche da due interventi della Corte di Cassazione che, annullando i precedenti provvedimenti del Tribunale del Riesame, hanno di fatto tracciato la strada per il verdetto liberatorio di oggi.


