Bambino trapiantato al Monaldi , mercoledi nuva valutazione , indagini in corso
Le ore di silenzio, la comunicazione che arriva frammentata e quel non detto che si nasconde dietro l’ombra della semplificazione. Le indagini disposte dalla Procura di Napoli stanno facendo luce un po’ per volta sul caso del trapianto di cuore non andato a buon fine al “Monaldi” di Napoli. Per ricostruire i dettagli del caso del piccolo Tommaso, gli investigatori si stanno concentrando su alcuni nodi chiave. Il trasporto del cuore espiantato in Alto Adige, il silenzio criptico dei medici dopo l’intervento al “Monaldi”, le dimissioni del direttore del Follow Up del nosocomio partenopeo poco dopo l’intervento. L’ex dirigente Giuseppe Limongelli è stato ascoltato ieri per 3 ore dal pm Tittaferrante, titolare del fascicolo d’indagine. Sei, al momento, i nomi iscritti nel registro degli indagati: un numero, si suppone, destinato a crescere. Chi ha fornito il ghiaccio secco ai sanitari partenopei, a Bolzano? La consegna dell’organo espiantato è avvenuta con uno scambio ratificato da procedura formale, oppure si è trattato di un passaggio estemporaneo? È giallo, intanto, sulla relazione consegnata dall’equipe che ha portato il cuore espiantato a Napoli: il documento sarebbe stato reso noto solo quando acquisito dalla Procura. All’interno, sembrerebbe, la denuncia di presunte ombre nella gestione dei fatti. Intanto, dai legali della famiglia del piccolo Tommaso, la richiesta formale per acquisire la documentazione clinica. Mamma Patrizia, composta nel suo dolore, continua a sperare mentre ora dopo ora la situazione si fa sempre più critica.


