19 Febbraio 2026

Difende la figlia in una lite, panettiere ucciso a coltellate

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delitto sarno

A Sarno il silenzio ha preso il posto dello shock. A due giorni dall’omicidio di Gaetano Russo, il panettiere di 57 anni ucciso nel suo forno mentre difendeva la figlia, la città prova a capire come una lite banale si sia trasformata in una tragedia.

Gli investigatori confermano la ricostruzione: non una rapina, non un agguato pianificato, ma un’escalation improvvisa di violenza. L’uomo fermato, un 35enne con precedenti, avrebbe agito in preda a un raptus. Resta il dato più duro: almeno dieci coltellate sferrate con un’arma presa dal bancone del negozio, il luogo che per Russo era casa e lavoro insieme.

Quella bottega, oggi sotto sequestro, è diventata un punto di ritrovo silenzioso. Fiori, biglietti, candele. Gaetano Russo era un riferimento per il quartiere, un uomo che lavorava di notte e salutava tutti, sempre.

A parlare è la nipote della vittima, con la voce rotta dall’emozione: “Zio Gaetano era una persona buona. Ha fatto solo quello che avrebbe fatto chiunque: proteggere sua figlia. Non è giusto che sia finita così”.

La comunità si interroga anche sul contesto. Nelle ore precedenti al delitto, l’uomo fermato aveva già dato segni di forte agitazione. Un dettaglio che apre interrogativi sulla prevenzione e sulla gestione di situazioni di disagio evidente.

Il sindaco ha confermato il lutto cittadino e l’annullamento degli eventi pubblici. “Sarno non dimenticherà”, ha detto. Intanto, mentre la giustizia fa il suo corso, resta una ferita aperta: una morte arrivata mentre si cercava solo di difendere un affetto, dentro una notte di lavoro diventata, all’improvviso, una notte senza ritorno.

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