Sanità, una vendetta dietro il raid di sangue «Più divise tra i vicoli»
Notte di sangue nel quartiere Sanità di Napoli. Otto colpi esplosi a raffica, due giovani feriti, uno dei quali lotta tra la vita e la morte. E lo Stato risponde con una presenza immediata e rafforzata sul territorio.
A poche ore dall’agguato, il prefetto di Napoli Michele di Bari ha convocato il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica direttamente alla Sanità, nella chiesa di Santa Maria, simbolo della rinascita del quartiere. Una scelta non casuale, a pochi metri dal luogo in cui sabato notte sono rimasti feriti Pasquale Pillo, 19 anni, ricoverato in condizioni gravissime dopo essere stato colpito a un polmone, e Antonio Martusciello, 20 anni, ferito a un braccio e già dimesso.
Le indagini della Squadra Mobile sono in pieno svolgimento. Nell’auto guidata dal diciannovenne sono stati trovati otto bossoli. Altri proiettili hanno colpito la serranda di un negozio. Gli investigatori ipotizzano un raid mirato, non casuale: due persone su uno scooter avrebbero affiancato l’auto e sparato a colpo sicuro. Al vaglio anche l’ipotesi di una vendetta o di un episodio legato agli equilibri criminali del territorio.
Intanto, dal Comitato arriva la linea dura: più controlli, un presidio fisso, potenziamento della videosorveglianza e maggiore presenza delle forze dell’ordine, soprattutto nelle ore notturne. «L’obiettivo è individuare subito i responsabili», ha detto il prefetto.


